Esprit Lab

Dal mese di aprile sono al lavoro sei laboratori di progettazione sul welfare generativo e un’azione trasversale per dare supporto agli ostacoli normativi e burocratici delle innovazioni ideate. Sono coinvolte più di 120 persone provenienti da enti pubblici, cooperazione, associazionismo e altre organizzazioni.

Questi i laboratori avviati:

  • Lab 1.1. INTERCETTARE PROBLEMI E RISORSE ATTRAVERSO ATTORI INFORMALI
  • Lab 1.2.1. INTERCETARE PROBLEMI E RISORSE PARTENDO DA CONTESTI FORMALIZZATI. SCUOLA
  • Lab 1.2.2. INTERCETARE PROBLEMI E RISORSE PARTENDO DA CONTESTI FORMALIZZATI. SANITA’
  • Lab 1.3. LUOGHI COME INCUBATORI DI COMUNITA’
  • Lab 2.1. PROLUNGAMENTO DEGLI ORARI DI CENTRI DIURNI E NIDI (ANCHE PRESSO LE ABITAZIONI), CON PERSONALE COGESTITO INSIEME ALLE FAMIGLIE
  • Lab 2.2. NUOVE FORME DI HOUSING SOCIALE
  • GESTIRE IL DEDALO DELLE NORME. AZIONE DI SUPPORTO TRASVERSALE

Scarica la scheda dei laboratori “Tipologia 1”
Scarica la scheda dei laboratori “Tipologia 2”
Scarica la scheda “Azione trasversale”

I laboratori si svolgono tra aprile e dicembre 2016 e ciascuno è condotto da un facilitatore messo a disposizione da Fondazione Cariparma.

Tra gennaio e marzo 2017 i progetti prodotti dai laboratori verranno vagliati dalla Fondazione per valutare quali siano meritevoli di sostegno alla luce dei criteri fondamentali che caratterizzano Esprit:

arricchire lo spettro degli attori che si occupano del welfare, mixando gli attori più tradizionali con soggetti quali artigiani, commercianti, vigili urbani, bancari, ecc

intercettare nuovi destinatari affrontando problemi inediti (tendenzialmente poco visibili): ci si riferisce al ceto medio impoverito – il 30% dei quasi ultimi – i nuovi vulnerabili (caratterizzati da scarsa dotazione di reti, tendenza a vivere al di sopra delle proprie possibilità, calo delle entrate) da intercettare prima che sprofondino nel disagio conclamato, che per i nuovi numeri, esorbitanti rispetto agli anni ’90, sarebbe ingestibile da servizi che sono calibrati per un massimo di 3-5% di poveri. Si tratta qui di un doppio passaggio, e cioè di un rinnovamento sia degli strumenti che del target di riferimento dei propri interventi.

generare risorse e valore

  • utilizzando tempo volontario dei cittadini (meglio se non già impegnati nel terzo settore perché recuperati alla cittadinanza attiva) e facendo fundraising.
  • risparmiando sui servizi già erogati utilizzando energie della comunità.
  • aggregando e ricomponendo l’offerta di servizi alla persona.